CULTURE / 1996–2006
Track day senza casco
Nei corsi di guida europei, nelle sessioni libere non si metteva il casco. Il motivo non era scarso rispetto per la sicurezza, ma il contrario.
Nella seconda metà degli anni '90 ho girato in Europa, negli anni 2000 in Giappone. Avendo provato entrambi, prima del discorso sulle auto viene quello sulle regole.
L'equipaggiamento
Nei corsi di guida europei non c'era obbligo dei tre capi (casco, guanti, maniche lunghe) durante le sessioni libere. L'idea che stava dietro era questa.
Dal momento in cui ti metti tuta e guanti in perfetto ordine, perdi la lucidità di giudizio. La sessione libera resta un gioco con un margine.
In gara, ovviamente, equipaggiamento completo. Alla base c'è la responsabilità individuale: non era una questione di avere o non avere l'equipaggiamento, ma di usarlo per distinguere «che cosa si sta facendo in questo momento».
In Giappone questo non passa. I tre capi sono un presupposto, e all'epoca sono arrivate osservazioni anche sui video. Oggi li considero la base. Il fatto che in alcuni filmati di allora ci siano maniche corte e mani senza guanti lo tratto come una cattiva abitudine. È vietato anche arrotolare le maniche lunghe per farne maniche corte.
Come si intende un track day
A Misano una Carrera RS del 1973 è entrata a tavoletta ed è andata in testacoda. Nessuno ha detto niente.
In un track day giapponese la stessa cosa farebbe partire il discorso sulle «buone maniere», ma in Europa, dove tutto è responsabilità individuale, vale il tono del fuoripista sugli sci: fai pure. Nei track day come nei corsi di guida, succede eccome.
Lo stesso giorno una 993 Turbo si è ribaltata sul rettilineo posteriore ed è andata distrutta. Le vie di fuga sono ampie, ma il prato è sconnesso.
C'è un percorso
Quello che in Europa saltava all'occhio era che la scala per salire esisteva come sistema. Corso di guida → gare amatoriali riconosciute come le GTP → coppe nazionali. Il concessionario (Porsche Zentrum) gestiva l'ingresso e faceva proseguire direttamente il cliente finale.
Il formato standard del corso era di due giorni con un pernottamento. Il primo giorno il circuito veniva diviso in più segmenti per esercizi ripetuti, il secondo giorno eventi tipo gimkana e sessione libera.
Il fondo
In Europa basso μ e piatto. In Giappone SUGO, Fuji, Motegi e Suzuka hanno un μ molto alto. La mia opinione è che questa sia una delle ragioni per cui i piloti giapponesi faticano a vincere nelle gare europee. Prove non ne ho.
Nürburgring Nordschleife
Il turno aperto al pubblico costava circa 15 euro a giro. Girano insieme anche le moto e i pullman turistici. Un giro in pullman turistico richiede circa 40 minuti.
Le moto che vanno a 160km/h su un fondo sconnesso, siccome azionare la freccia è pericoloso, segnalano sparando fuori la gamba destra. Una scena che non ho visto in nessun altro circuito. Ho sentito anche la voce che per gli incidenti in moto ci siano continuamente dispersi. Dopo averci girato, l'ho trovato credibile.
I costi
| Voce | Importo |
|---|---|
| Nürburgring Nordschleife, sessione libera | circa 15 EURO a giro |
| Finlandia, training sulla neve (noleggio vettura incluso) | circa 500.000 yen |
| Pneumatici da 18 pollici per la 964 RS | oltre 200.000 yen |
L'assicurazione
Ai corsi di guida si poteva partecipare anche con auto diverse dalle Porsche, ma sulle auto a noleggio l'assicurazione non paga. Mi era stato spiegato che con un'auto di proprietà copre anche in circuito. Era così allora; come sia adesso non lo so.
Fonte: Log delle sessioni No.1 / 5 / 29 / 32 / 33 / 40 / 52 / 53 / 56 / 66
Scritto in giapponese e tradotto. Le descrizioni dei video restano nel giapponese originale.